Sovrastimato l’amianto nella scuola di viale Puglie: indagato il perito comunale

Smentito da due esami, ipotesi di abuso d’ufficio per l’amministratore delegato di Veram srl Danilo Terradura

Milano, 3 novembre 2014 – E’ sempre più un giallo la vicenda dell’amianto nella scuola elementare di viale Puglie. E dopo il trasferimento d’urgenza di 300 bambini nel giugno dell’anno corso, tre perizie tecniche dai risultati opposti e i 12 milioni già stanziati dal Comune per bonifica e restyling dell’edificio, ora interviene la procura. E l’amministratore delegato di Veram srl Danilo Terradura, responsabile amianto del Comune, finisce indagato per abuso d’ufficio.

Nel giugno 2013, Palazzo Marino decise di chiudere la scuola visti gli esiti della perizia sulla presenza delle pericolose fibre affidata alla Veram, società che aveva vinto il bando comunale per le verifiche sull’amianto. L’indagine aveva rilevato una concentrazione di amianto tra il 15 e il 18% nei pannelli perimetrali dell’edificio, e una concentrazione del 16% nelle guarnizioni dei pannelli di copertura esterna. Rischio massimo, necessità di bonifica immediata. Così a luglio il Comune approvò i lavori per il trasferimento dei 300 alunni negli spazi di via Oglio 20, operazione da 510mila euro.

I genitori di viale Puglie, però, iniziarono subito la loro protesta, anche per la nuova destinazione ritenuta inadeguata, nella stessa sede di un Cpt frequentato tutti i giorni da adulti con problemi anche gravi. Così, nuova consulenza tecnica fatta svolgere dai laboratori dell’Arpa: «Amianto solo nel collante dei pannelli esterni ma in quantità bassissima, inferiore all’1%». In sostanza, niente amianto. Ma la battaglia di viale Puglie era solo all’inizio, anche in sede politica, con le opposizioni all’attacco contro l’assessore ai Lavori pubblici Carmela Rozza, che si difendeva: «Pazzesco essere accusati di eccesso di precauzioni, con i bambini poi». Intanto però il Comune decideva di chiedere all’Asl una terza perizia. E l’esito era abbastanza sorprendente. «Pericolo sovrastimato» scrivevano i tecnici. «È stato trovato amianto in uno dei cinque campioni prelevati. È nel sigillante. Su una porzione minima. L’intervento indicato in questo caso è la copertura o l’incapsulamento».

Dunque nessuna necessità di abbattere la scuola e rifarla entro il 2017, ripetevano con maggiore forza i genitori di “Salviamo viale Puglie”. E a quel punto, però, inviavano un esposto in Procura con la richiesta di chiarimenti anche sulla quantità di denaro pubblico speso. Così ora sul tavolo del magistrato c’è un fascicolo aperto sul giallo dell’amianto di viale Puglie. Terradura, l’ad di Veram srl autrice della perizia “allarmante”, è indagato per abuso d’ufficio. Sullo sfondo, però, c’è il sospetto degli inquirenti che al centro di questa vicenda non ci sia solo la salute dei bambini ma anche il prezzo delle bonifiche.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *