Sainz jr: Tanti campioni e un volante da mal di testa, questa è la F.1

Lo spagnolo della Toro Rosso ha divertito gli studenti di Ingegneria di Roma Tre: “Decisi di fare il pilota di F.1 dopo aver conosciuto Alonso”. “Il volante? È incredibile. Guidi a 320 orari e devi pure inserire dei dati”. “Io in Ferrari? Devo prima ripagare la Red Bull”

Un tripudio. Carlos Sainz, pilota della Toro Rosso, è uno dei volti nuovi della F.1 e ha regalato sorrisi ed emozioni anche agli studenti del Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Roma Tre. In merito all’iniziativa Red Bull on Stage, che per il terzo anno consecutivo permette a quattro giovani di fare uno stage retribuito nella scuderia di Faenza, è intervenuto lo spagnolo classe ’94, che ha risposto alle tante domande di ragazzi appassionati come lui. Il tirocinio, per il quale si può fare il primo test online entro il 30 aprile, inizierà il 6 luglio e terminerà il 16 ottobre.

Carlos, disinvolto davanti alla gente così come quando guida la sua Toro Rosso, ha inizialmente risposto alle domande del giornalista Giorgio Terruzzi, moderatore dell’evento. “La mia è una storia particolare. Mio padre è stato campione del mondo di rally. A me il rally piaceva ma non lo vedevo come il mio futuro. A 10 anni vedevo Alonso vincere il campionato del mondo con la Renault e dicevo che volevo essere come lui. Poco tempo dopo l’ho conosciuto di persona – continua Sainz – e ho capito che volevo diventare un pilota di Formula 1”. E oggi si ritrova addirittura più avanti nella classifica mondiale, rispetto al suo idolo. “Guidare contro Fernando Alonso ed essere nella prima gara a fianco a lui sulla griglia di partenza è una sensazione difficile da spiegare. Quest’anno sto guidando meglio di lui? Non vuol dire che sia migliore di Fernando”.

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