Coronavirus, Ulgiati (Ugl): “Lavoratori farmaceutica e biomedicale in prima linea, urgono modifiche al ‘cura italia’”

Grande è il contributo che, in particolare, nell’industria Farmaceutica e Biomedicale stanno dando lavoratrici e lavoratori nella lotta alla dalla pandemia Coronavirus, ma avrebbero bisogno di un decreto decisamente diverso dal ‘Cura Italia’ e per questo sollecitiamo anche tutte le forze politiche affinché possano essere apportate modifiche e migliorie al testo durante l’analisi che avverrà a breve in Parlamento.

Così il segretario nazionale UGL Chimici, Luigi Ulgiati, evidenziando che

arebbero state sufficienti 4 o 5 misure chiare. Invece ci sono ben 127 articoli che tentano di dare risposte a tutto e a tutti, ma che in realtà complicano le norme, anche le più semplici, e non danno risposte adeguate ai problemi del Paese.

In particolare

quanto previsto dal DL 23 febbraio 2020, relativamente alla quarantena, non potrà essere applicato a lavoratrici e lavoratori dell’industria farmaceutica e biomedicale. Ciò, oltre a mettere in discussione il diritto alla salute, rischia di contribuire alla diffusione del virus. Per evitare potenziali es esponenziali contagi nei luoghi di lavoro, dovranno essere messi in atto adeguati strumenti sia di protezione sia di verifica dello stato di salute di tutti, anche attraverso appositi tamponi.

Inoltre

i permessi previsti nei congedi parentali sono insufficienti sia come monte ore che come garanzia retributiva. È una vera elemosina e mortificante il gettone presenza per chi ha lavorato nel mese di marzo. La CIGO non sarà immediatamente esigibile e molti lavoratori, se non ci sarà l’anticipo da parte delle aziende, potranno avere il ristoro economico solo dopo diversi mesi. La CIG invece sembra non avere le coperture economiche sufficienti al reale fabbisogno.

Come Ugl – sottolinea Ulgiati – siamo impegnati da sempre e continueremo a esserlo a garantire il diritto al lavoro e alla salute. Ancora di più, in questo particolare momento, è indispensabile trovare soluzioni, affinché si possano evitare contagi nei luoghi di lavoro e ripercussioni sui livelli occupazionali e salariali. Noi ci siamo in tutti i luoghi di lavoro insieme agli RSU, attraverso i Comitati Paritetici ormai costituiti in tutte le aziende, per garantire un confronto con le imprese, per individuare soluzioni non sempre garantite dal Decreto, ma c’è bisogno anche di un intervento della politica per modificare in meglio il ‘Cura Italia.

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