Cinema: addio alle visioni in sala

addio alle visioni in sala

Scende l’apprezzamento per il grande schermo, crescono altre forme di fruizione come Netflix e lo streaming

Nel 2017 si stima che si sia recato al cinema almeno una volta negli ultimi 12 mesi il 49,6% delle persone di 6 anni e più (circa 28 milioni 400 mila persone). Tra questi, la maggior parte (30,1%) ha una frequentazione saltuaria (da 1 a 3 volte in un anno), l’11,7% va più regolarmente (da 4 a 6 volte) e solo il 7,7% ha una frequenza più assidua (7 o più volte in un anno).

Nel tempo è cresciuta molto la quota di persone andate al cinema almeno una volta nell’anno (40,7% nel 1993), soprattutto nel decennio 1993-2002; negli anni seguenti e fino al 2009 si è osservato un periodo di stabilità e poi un alternarsi di periodi di calo e di crescita.

A fronte dell’aumento complessivo del numero di persone che si recano al cinema, nel tempo è cambiata la frequenza: la crescita ha riguardato soprattutto gli spettatori saltuari (+44% rispetto al 1993); più contenuto l’aumento dei frequentatori più regolari (+14%) mentre risulta in diminuzione la quota degli assidui (almeno 7 volte all’anno: -19%) (Figura 1).

I giovani vanno di più al cinema, ma nel tempo raddoppia il numero degli anziani

La frequentazione del cinema è fortemente legata all’età: nel 2017 son andati al cinema almeno una volta all’anno più del 70% dei giovani fino a 14 anni e circa l’80% dei giovani tra 14 e 24 anni.

La maggiore frequentazione si ha, per entrambi i sessi, nella classe dei 14-24enni (rispettivamente circa 80% e 85%) ma è soprattutto tra i 18 e i 24 anni che si registra la più alta percentuale di persone assidue, sebbene in calo rispetto al 1993.

A partire dalla fascia di età 25-29 anni, la percentuale di persone che vanno al cinema almeno una volta l’anno scende costantemente fino ad arrivare a circa il 5% tra gli ultraottantenni. Tuttavia, sono proprio gli anziani da 65 anni in su a mostrare nel tempo un incremento costante, con una frequentazione almeno una volta l’anno più che raddoppiata rispetto al 1993, da 6,3% a 15,2%.

Le nuove generazioni “rinunciano” prima al cinema rispetto alle precedenti

L’andamento della partecipazione al cinema per età conferma che, a parità di generazione, la frequentazione è sempre stata molto alta nelle fasce di età giovanili. Infatti, anche tra i nati dopo il 1995 (i giovani nativi digitali della cosiddetta network generation che, nel 2017, hanno tra i 6 e i 21 anni) la quota di quanti sono andati al cinema almeno una volta in un anno è pari al 70% già nella classe di età 6-11 anni e supera l’80% in quella immediatamente successiva (12-16 anni).

Tuttavia, i più giovani “rinunciano” prima al cinema rispetto alle generazioni precedenti. I nativi digitali, pur presentando tra i 6 e i 10 anni una frequentazione più alta rispetto alla generazione precedente (nati tra il 1981 e il 1995; i cosiddetti millennials), già fra i 12 e i 16 anni diminuiscono la partecipazione agli spettacoli cinematografici e addirittura nella classe di età dei 17-21enni le differenze rispetto alla generazione del millennio si annullano (Figura 2).

Anche osservando i frequentatori assidui (andati al cinema 7 o più volte in un anno), già per i nati tra il 1966 e il 1980, come pure per le generazioni dei millennials e della network generation, al crescere dell’età la frequentazione assidua si riduce in anticipo rispetto alle generazioni che le hanno precedute. Ciò è spiegato verosimilmente dall’abitudine crescente alla visione di film scaricati da internet o visti in streaming attraverso pc, tablet o smartphone, oppure tramite i palinsesti della televisione generalista o dei canali a pagamento.

Fonte Istat

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