Bruti Liberati: Indagini Expo, non ci siamo mai fermati

Magistrati e avvocati in piedi ad applaudire il procuratore Bruti Liberati, alla presentazione del bilancio di responsabilità sociale 2015 della Procura di Milano. Si tratta infatti del suo ultimo bilancio dal momento che Bruti Liberati andrà in pensione il 16 novembre. Il procuratore ha voluto dedicare un omaggio anche alle vittime della sparatoria avvenuta lo scorso aprile a Palazzo di Giustizia, sottolineando che “il modo migliore per onorare la memoria è impegnarsi ciascuno nel proprio ruolo”. Presenti tra gli altri il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, e del primo cittadini milanese, Giuliano Pisapia.

Nel bilancio di responsabilità sociale Bruti Liberati dedica un passaggio a “Expo 2015 e l’intervento delle istituzioni“. Si parla delle indagini sugli appalti di Expo, che hanno portato agli arresti, tra gli altri, degli ex top manager Angelo Paris e Antonio Acerbo, indagini che hanno “destato grande scalpore nell’opinione pubblica ed anche preoccupazioni in ordine alla possibilità che le opere necessarie all’esposizione potessero concludersi in tempi utili”. Bruti Liberati rivendica che “l’indagine sul filone principale”, ossia quello sulla cosiddetta “cupola degli appalti”, “è stata conclusa con eccezionale rapidità” portando ad una serie di patteggiamenti.

Secondo il capo della Procura milanese, “la vicenda può suggerire qualche riflessione sul tema oggi attuale del rapporto tra iniziative giudiziarie ed attività economica e tra magistratura ed altre istituzioni dello Stato. I tempi della giustizia non sono i tempi dell’economia e delle attività imprenditoriali, ma la giustizia – prosegue Bruti – può cercare di adottare tutte le misure organizzative affinché questa distanza si riduca”. Il procuratore rivendica il ruolo svolto “di accertamento rigoroso dei fatti di reato”, ma anche le “scelte organizzative e di strategia d’indagine che assicurino la massima celerità, mettendo le altre articolazioni delle istituzioni in condizione di adottare tempestivamente i provvedimenti di loro competenza”. Un primo segnale, conclude Bruti, “è venuto con l’istituzione in tempi brevissimi dell’Anac, con la presidenza del Magistrato Raffaele Cantone”. “Le indagini sull’Expo sono andate avanti e, checché se ne dica, non ci siamo fermati” ha sottolineato il procuratore

L’ALLARME DI BOCCASSINI: “Alcuni piccoli paesi della Calabria (San Luca,Platì, Vibio Valentia, Rosarno, Limbadi, Grotteria, Giffoni) hanno di fatto colonizzato alcuni comuni dell’hinteland milanese: si è trattato di una sorta di colonizzazione all’incontrario“. E’ uno dei passaggi del Bilancio sociale della Procura di Milano, relativo alle indagini sulla criminalità organizzata coordinate dalla Dda, guidata dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini. “La pervasiva presenza della ‘ndrangheta in territorio lombardo fa registrare un fenomeno (…) – si legge nella relazione – dove una sottocultura criminosa ha la meglio in aree altamente industrializzate e ricche di servizi pubblici”.

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